L’AnimaSaFa onlus, ufficialmente riconosciuta dal 16 ottobre 2008, nasce dall’idea di alcuni laici e alcuni fratelli, con lo scopo di sostenere le attività di animazione (intesa come formazione umana e cristiana), che da qualche tempo si sono intensificate e sviluppate.
Si è partititi da alcune certezze ed intuizioni educative:
<<Se vuoi costruire una barca – scriveva Saint-Exupèry – non radunare insieme delle persone per procurare legna, preparare gli attrezzi, distribuire i compiti e organizzare il lavoro, ma piuttosto risveglia in esse la nostalgia per il mare aperto e infinito.>>
<<AnimaSaFa è un’idea, è un sogno.. AnimaSaFa non è per chi vuole fare l’animatore, vuole fare del volontariato, vuole fare un’educazione diversa, vuole fare tanto per fare…
AnimaSaFa è “essere” per trasformare! AnimaSaFa è “dove arrivare”, è una realtà.. AnimaSaFa non è per i ragazzi, le famiglie, gli insegnanti, perché così “c’è qualcuno che organizza”
AnimaSaFa è corresponsabilità nella libertà.
!!!AnimaSaFa è camminare insieme!!!>>
Abbiamo cercato una situazione “giuridica” adatta al nostro scopo, e fin da subito abbiamo chiarito le nostre intenzioni e i nostri punti di riferimento:
<<Dallo STATUTO dell’ASSOCIAZIONE ONLUS ANIMA SA.FA.
Art. 1
Nello spirito missionario autenticamente espresso nella costante ed universale promozione del bene; nell’intento di promuovere l’educazione dei minori impegnando energie di mente e di cuore per la loro educazione civile e cristiana; con lo scopo di una formazione integrale della persona;
nelle scia luminosa dell’esempio del venerabile “Fratel Gabriele Taborin” fondatore dei Fratelli della Sacra Famiglia;
viene costituita
una associazione denominata “ANIMA SA.FA.” organizzazione non lucrativa di utilità sociale (Onlus)".>>
Partendo da queste certezze e da queste intenzioni, ribadiamo che:
la nascita dell’ associazione che non ha scopro di lucro che legalmente vuole diventare il vero sostentamento economico per tutte le attività di formazione umana, scolastica e cristiana rivolta a bambini , ai ragazzi e alle loro famiglie, nell’intuizione educativa di Fratel Gabriele , che con tenacia educativa i Fratelli della Sacra Famiglia con maestri e professori trasmettono nella propria vita.
Dopo le necessarie premesse:
Il sogno… Abbiamo un sogno!!!!
Rifacendoci alla frase iniziale di Saint-Exupèry, vorremmo far venire a tutti la “nostalgia per il mare aperto ed infinito” che per noi significa dare importanza al modo in cui si sta insieme: non solo una scuola, ma una comunità che ha come suo centro e come suo nutrimento l’amore di Gesù Cristo.
Per realizzare questo sogno sarà importante scoprire che Dio ha un progetto di felicità su ognuno di noi per poter fare altrettanto con i nostri ragazzi sempre di più alla ricerca di un vero significato della vita.
Cosa e perché:
L’obiettivo principale è quello di far emergere lo stile educativo di Fratel Gabriele, proponendo un programma comune tra le varie realtà dei Fratelli, pur nella consapevolezza delle differenze culturali e di strutture. La scommessa è quella di incominciare a lavorare insieme partendo dalla convinzione che ciò sia necessario e possibile, e nella chiarezza che ciò prevede dei tempi di maturazione ed assimilazione della proposta.
L’idea educativa a cui facciamo riferimento:
Crediamo che il progetto ed il lavoro che stiamo per intraprendere sia serio ed interessante.
A nostro avviso dovrebbe portare le nostre scuole e le nostre realtà parrocchiali ad essere sempre di più nuove ed innovative rispetto ai contenuti pedagogici e alla forma attraverso cui vengono espressi: un luogo dove il ragazzo ha piacere di andare, dove vive e sperimenta un “benessere formativo”. Creare un luogo (prima spirituale e poi fisico) ispirato dai principi di fratel Gabriele in cui, in uno spirito di famiglia il ragazzo cresce nell’integrità dell’essere persona, nel rispetto della sua individualità e libertà attraverso una sistematica collaborazione tra l’equipe educativa (fratelli, educatori, animatori) e la famiglia.
Il fondatore dei Fratelli della Sacra Famiglia, ci illumina a tal senso:
· “ il nostro metodo di insegnamento, infatti, è fondato sul rapporto tra insegnante, allievo e famiglia”
· “Noi cerchiamo qualcosa di più prezioso, cari fratelli, lavoriamo per la gloria di Dio e la salvezza delle anime”
· “Tu devi insegnare ai ragazzi ad amare e servire il buon Dio e la patria, c’è un paradiso da conquistare ed un inferno da evitare, dei genitori da onorare e la roba altrui da rispettare. Questo è tutto”.
Se per alcuni riferimenti possono sembrare arcaiche e superate, per ciò che riguarda la forza del contenuto pedagogico sono di una attualità ed innovazione impressionante:
· il metodo educativo è una questione di “rapporto”, di relazione,
· l’azione educativa ha senso se è inserita in un progetto salvifico,
· il ragazzo deve maturare, secondo le sue possibilità, per diventare uomo, per essere messo di fronte ad una scelta libera e responsabile tra i “valori” e i “bisogni”.
È compito di una scuola, di una parrocchia, di una comunità occuparsi della crescita e maturazione di un ragazzo nella totalità del suo essere persona?
Crediamo di si, a maggior ragione in un momento storico come il nostro dove il senso di disorientamento è molto forte e la sensazione di una perdita di valori di riferimento è una certezza.
È compito degli adulti (educatori, animatori, Fratelli, genitori,..) educare? Ed educare ai valori?
Non è una provocazione, ma da sempre è forte la dicotomia tra istruire/insegnare/formare ed educare. Si potrebbe discutere per ore su questo argomento che è ed è stato motivo di lunghe riflessioni di pedagogisti e psicologi ma in breve, per quanto ci riguarda avvaliamo l’idea che l’insegnante è principalmente un educatore con tutto ciò che ne deriva.
Un educatore sta con il ragazzo, cresce e si forma con lui e di conseguenza permette la maturazione e la formazione, ed un educatore non può prescindere dai valori di riferimento in cui crede.
A chi si rivolge?
A tutti quelli che entrano in contatto con la spriritualità dei fratelli, facendo particolare attenzione a chi vive situazioni di disagio fisico , psichico e relazionale.
Le tre grosse aree di riferimento sono i ragazzi, le famiglie e gli animatori.
L’obiettivo è la “Formazione umana e cristiana”
per un cammino di crescita umana e cristiana a lungo termine…
aiutare a scoprire, crescere e a vivere la fede cristiana in modo coerente e autentico, seguendo Gesù, che ci ha scelti e chiamati “amici”. Scoprire la voglia di stare insieme , di vivere e di essere comunità.
Tutti gli obiettivi parziali qui sotto elencati convergono nell’obiettivo globale che può essere così sintetizzato:
aiutare a scoprire, crescere e a vivere la fede cristiana in modo coerente e autentico, seguendo Gesù, che ci ha scelti e chiamati “amici”. Scoprire la voglia di stare insieme , di vivere e di essere comunità.
Obiettivi parziali di crescita per:
I Ragazzi:
puntare sui ragazzi più grandi perché diventino “veicolo” dello spirito di famiglia che vogliamo trasmettere e che capiscano che come “cristiani” devono cominciare ad esporsi!!!
- aiutare il ragazzo, che vive una fase di progressiva ricerca della propria identità, a prendere coscienza di se stesso, dei suoi problemi, delle sue difficoltà, facendo emergere in lui le domande di fondo più ricche di significato per la sua crescita, stimolando l’amore per la riflessione e la verità;
- aprirlo alla socialità, alla comprensione dei diritti degli altri e, all’accoglienza, con animo attento a tutti, e non solo verso gli amici del cuore;
- guidarlo gradatamente a ricevere l’annuncio di fede e a scoprire che Dio parla nella sua vita e nel profondo della sua coscienza e lo cerca per rivelargli, attraverso Gesù, un entusiasmante progetto di vita;
- fargli sperimentare la rispondenza tra la crescita umana e la crescita cristiana;
- renderlo capace di accostarsi alla Parola di Dio e di gustare la lettura continua di un testo della sacra scrittura;
- portarlo ad amare la propria comunità cristiana e a sentirsi in essa sempre più partecipe.
- Fare della carità uno stile di vita
Le Famiglie:
creare uno “zoccolo duro” di famiglie di riferimento, non tanto per fargli fare delle cose, ma perché siano anima trainante delle iniziative
1. Renderle sempre più partecipi dell’educazione dei loro figli (Corresponsabilità) e dei figli altrui.
2. Una proposta di Fede partecipata deve essere supportata dalla famiglia… QUINDI!!!
3. Renderla partecipe alle attività .
Gli animatori:
essere educatori - essere educatori cristiani - essere educatori che lavorano insieme
- Crescita umana, professionale e ………….. CRISTIANA!!!
- Lavorare insieme per un unico obiettivo: la crescita del ragazzo
- essere educatori.
Il Metodo:
Anche da questo punto di vista, facciamo riferimento a Fratel Gabriele costruttore di comunione, e come lui prendiamo a modello la Famiglia.
Vogliamo sperimentare una metodologia dove alla base c’è la famiglia, un clima relazionale sicuro e sereno che diventa educante.
Per fratel Gabriele tre aspetti sono sempre stati fondamentali nella sua vita e nelle scelte che ha fatto, e a noi piacciono molto, perché ci danno la possibilità di:
1. COSTRUIRE UNA CASA: cioè creare dei luoghi e dei tempi d’incontro
Ragazzi con ragazzi, ragazzi con famiglie, famiglie con famiglie, …. e i fratelli!
2. SCRIVERE UN LIBRO: cioè dare delle indicazioni condivise da tutti
Ragazzi con ragazzi, ragazzi con famiglie, famiglie con famiglie, …. e i fratelli!
3. CREARE UNO SPIRITO: cioè stabilire dei legami tra le persone
Ragazzi con ragazzi, ragazzi con famiglie, famiglie con famiglie, …. e i fratelli!
È nostra intenzione giungere agli obiettivi prefissati attraverso le attività di formazione umana e cristiana che si articoleranno in momenti costanti e quotidiani, con la formazione di gruppi di pari e avranno il loro fulcro nelle attività dei campi estivi e dell’estate ragazzi, e saranno integrati con esperienze di più giorni insieme. Momenti relazionali e aggregativi e allo stesso tempo formativi.
Tutto è improntato sull’obiettivo finale: scoprire la voglia di stare insieme , di vivere e di essere comunità.
Il Direttivo